Lara Simonetta

resta a casa e fa #tatuatoripermilano

Intervista di Rossana Calbi

Non mi voglio fermare, anzi voglio approfittare di questi giorni per raccontare le persone che suscitano la mia curiosità. Ho ripescato tra i bigliettini da visita che conservo e ho pensato: ok, adesso ho modo di approfondire e capire. Ho voluto iniziare con una persona che non riesce a star ferma neanche se costretta: il suo stare a casa non indica immobilità di alcun tipo e non si prepara al dopo, guarda al presente.
Lei è Lara Simonetta, originaria della Val Borlezza (Lombardia), dopo aver vissuto sei anni a Londra si trasferisce a Milano dove vive e lavora. 

In questo momento di crisi non ti sei fermata. Stai cercando di supportare chi ha bisogno di aiuto. Raccontaci questa esperienza.
Be’, mi sono fermata dal tatuare, ma ogni tatuatore il lavoro se lo porta a casa giornalmente. Questo perché il nostro lavoro nasce dalla nostra prima vera passione: il disegno. Quindi le giornate le stavo passando proprio disegnando e dipingendo.
Poi ieri insieme ai miei colleghi, e amici Silvia e Luca (@fatytattoo, @perciastattoo), abbiamo sentito di dover fare di più delle singole donazioni che avevamo già fatto, di dover unire le forze, di dover usare il nostro tempo e i nostri canali sui social per qualcosa che unisse la categoria e la nostra città, e allora sull’onda dei gruppi già formati di #tatuatoriperbergamo e #tatuatoriperbrescia, abbiamo deciso di iniziare il progetto #tatuatoripermilano. Partendo con un gruppo su WhatsApp da tre persone ci siamo ritrovati in più di duecento in un paio di ore, l’entusiasmo dei nostri colleghi è stato disarmante. Proprio oggi stiamo definendo le ultime cose: il primo di aprile sui canali social dei tatuatori che hanno aderito all’iniziativa verranno pubblicate delle opere che, tramite asta nei commenti, saranno acquistabili, e tutto il ricavato verrà devoluto direttamente dagli acquirenti al Policlinico di Milano.

Siamo molto presi dall’organizzazione che ci tiene impegnati in queste lunghe giornate, e felici di poterci sentire anche solo un minimo utili in un momento così delicato, dove sentirsi persi e spaesati è all’ordine del giorno. Speriamo in un riscontro positivo del nostro pubblico. 



Una delle tue passioni è il ricamo, come ti sei avvicinata a quest’altra arte antica?
Ho iniziato a ricamare ormai dieci anni fa quando frequentavo qui a Milano il corso di fashion design all’istituto Secoli, ma prima di questa quarantena l’avevo abbandonato per molto tempo visto il mio ho cambio di percorso e aver trovato il mio piccolo posto nel mondo .

Ma vengo da una famiglia dove le donne hanno sempre cucito, ricamato e lavorato a maglia, fa quindi parte delle mie origini e per me è sempre arte, adoro tutto ciò che possiamo creare con le nostre mani e sono sempre curiosa di provare nuove tecniche. 


@larasimonetta_tattooer

@rossanacalbi