A RUOTA….DIETRO LE ARPIE

WORD ORLGA ORLANDI

PH MAX GAGLIANO

 

Indoor: tipico afrore da spogliatoio, tipico rimbombo infernale da palazzetto. Sono seduta gobba sugli spalti di cemento freddo e aspetto che finisca un allenamento di palla canestro: solita roba di canottiere sintetiche, scarpe a panino imbottito, finte smargiasse, sgommate e, dopo tutta la coreografia, tiri mosci. E la similitudine vien da se.

Guardo l’ora insieme all’allenatore e la telepatia s’avvera: “DOCCIAAA!”

Si spegne l’ultima eco di rimbalzi atomici, il testosterone svapora e un mucchio silenzioso di caschetti comincia a sgranchirsi in un angolo a bordo-campo.

Studio le geometrie sul linoleum e, come metto a fuoco le ellittiche concentriche della pista, un fruscio schettinante ci dilaga dentro: uno sciame a rotelle si allunga, si allunga e comincia a serpeggiare affondando le cosce. FRRR- mani dietro la schiena, paradenti fluo -FRRR-FRRR-FRRR- calzettoni, ginocchiere -FRRR-FRRR-, vado in trance su una primate a rotelle: livido/tatuaggio, livido/tatuaggio, liv.

 

           FISCHIO PERFORANTE

 

Il riscaldamento è fatto. Adesso Roller Derby.

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OERRE

Sulla fronte di quanti, quando ti chiedono se pratichi sport e si sentono rispondere Roller Derby, si stampiglia un punto interrogativo?

BRUTAL SANCHEZ

Tanti, tantissimi, se non tutti.

E sono le stesse che chiedono se c’é anche bisogno di una palla per giocarci e se negli anni ‘70, hanno fatto un film su questo sport (Rollerball – 1975).

Un pattinante muore un po’ ogni volta che viene fatta questa domanda.

Scherzo, non c’é motivo di prenderla in malo modo.

Le discipline che non includono la palla, non sono tra le piú seguite.

Ma ad ogni partita i cori si fanno piú forti, il tifo e’ costante e vediamo sempre piú persone incuriosite da quello che facciamo.

 

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