Sara Sassu

ha scelto Montalto di Castro

Intervista di Rossana Calbi

Anni fa era impensabile che in un paesino ci fosse uno studio di tatuaggi, oggi attraversando anche una strada provinciale, dopo il tabacchi e la panetteria, scoviamo anche una bottega con simboli e lettering che ci riportano subito ai segni sulla pelle.
A Montalto di Castro siamo ancora nel Lazio, ma allungando il piede eccoci in Toscana, tra collina e mare a circa 60 km da Viterbo, Sara Sassu, il suo cognome dichiara immediatamente le sue origini sarde, ha aperto il suo studio: The Shelter Tattoo Studio. Il suo è uno spazio in cui esprimere la passione per il disegno che la tatuatrice accompagna alle suggestioni musicali di cui si circonda, ha scelto il suo stile, la sua dimensione e fa.

Il tuo linguaggio è legato all’idea tradizionale del tatuaggio. Raccontaci una figura di questo immaginario che ami molto e perché?
Nel tradizionale ho trovato una forma di libertà che non credevo possibile.                
La figura che prediligo più di tutte è quella femminile, quando una/un cliente mi chiede una donna o comunque un volto femminile, non vedo l’ora di proporglielo.                  
Amo raffigurare donne vintage, ma anche figure duramente rock (in questo la musica mi influenza in pieno).                              
Cerco sempre di rappresentare la forza, la determinazione e l’indipendenza di ogni donna, fatta anche di fragilità, tenerezza ed eleganza. Le donne che propongo possono avere capelli corti o lunghi, giacche di pelle o colletti in pizzo, ma tutte saranno rigorosamente tatuate!

La vita in provincia per chi ha dedicato al sua vita al tatuaggio, hai modo di guardare e studiare altri tatuatori da vicino?
In provincia e per di più in un paese, tutto arriva più lentamente, quindi tu devi andare il doppio più velocemente!                      
Essendo la proprietaria di uno studio in cui lavoro in solitaria, tutto è un po’ più faticoso. Stare soli ha i suoi pro e i suoi contro, come in tutte le cose, il pro è che si ha una manovra mentale e fisica molto più libera e sicuramente meno stressante, il contro è, appunto, la mancanza di confronto con gli altri nella quotidianità, per poter crescere più rapidamente. Tuttavia riesco a collaborare spesso con amici/colleghi e studi, e a cadenza giornaliera scambio opinioni e critiche su progetti in corso, questo mi aiuta molto e fortunatamente, ora più che mai, la tecnologia ci aiuta a superare la distanza fisica. A ogni modo l’amore, la passione e la gratitudine verso il mio lavoro spazzano via ogni difficoltà.

@sarasassu_tatooartist

@rossanacalbi