Francesca De Angelis e il Tikitattoo Studio di Pescara


Intervista di Rossana Calbi

Quest’anno tutte le tattoo convention non hanno avuto modo di svolgersi, a causa di  un mostro demogorgone che ci rende instabili e incapaci di ragionare bene rispetto al futuro. Spesso per ripartire bisogna fare un passo indietro e calibrare bene le distanze e la traiettoria, credo che afferrare i ricordi e scardinare ciò che di bello e valido si è visto negli ultimi anni sia fondamentale per capire come poter ripartire.
Ho visto lavorare Francesca De Angelis in diverse convention: pulita, ordinata, rigorosa, con uno stile affascinante e sempre valido anche quando attorno a lei si vedevano solo braccia con deliziose pin up colorate. Francesca De Angelis era ed è sempre riconoscibile, anche adesso che i suoi gioielli sono d’ispirazione. Il ricordo della sua coerenza stilista credo sia per me indelebile: tra centinaia di stand il suo aveva, sempre e comunque, una direzione precisa ed era privo di ogni aspetto legato alle voghe momentanee.


Hai reso il tatuaggio ornamentale indiscutibile anche nel momento in cui l’old school imperversava. Sei rimasta sempre fedele a te stessa, la domanda è essere convinti delle proprie convinzioni o cambiare per evolversi?

Il cambiamento è assolutamente indispensabile, fa parte di una evoluzione artistica e di una crescita personale.

Pur essendo sempre fedele a me stessa e al genere di tatuaggi che mi contraddistingue da decenni, credo di essere cambiata molto.

Ho sempre prediletto forme simmetriche, decorative, di gusto tribale e orientale, gli altri stili non mi sono mai interessati molto, pur avendoli apprezzati, studiati e in qualche modo utilizzati per un’evoluzione stilistica, ma nasco dal mondo della gioielleria, e ancora prima dell’argenteria indiana, non mi allontanerei mai troppo dalle mie origini.

L’ornamentale per me è un gioiello permanente sul corpo, lo esalta, lo abbellisce, e con gli anni ho perso la visione del particolare, per partire direttamente dal corpo, e favorire la visione dell’insieme.

Oggi questo stile è molto popolare, anni fa invece era davvero difficile imporsi sul giapponese o sul traditional, ma se vediamo bene anche questi stili hanno subito negli anni delle profonde influenze dalla globalizzazione, dall’avvento del web, e soprattutto da una naturale propensione dell’animo umano a evolversi.

Quindi sì, sono fedele a me stessa, ma ciò non esclude un’evoluzione.

Hai ragionato molto anche sull’impostazione estetica del tuo studio, raccontaci il progetto concettualmente e logisticamente.
Ho aperto il mio studio, Tikitattoo, il 19 marzo del 1999; inizialmente neanche sapevo cosa stavo facendo, né tantomeno se potesse funzionare.

L’ho aperto dentro lo studio estetico di mia madre, e per cinque anni ho fatto due lavori per mantenermi.

Questo mi ha dato poco tempo per chiedermi che impronta dare allo studio.

Solamente con il passare degli anni, quando ho consolidato la mia professione, a mano a mano è nata l’esigenza di aprire un negozio con una personalità più spiccata.

E, infatti, finalmente nel 2012 Tikitattoo si è trasferito nella sua nuova sede in via Cavour, 15 a Pescara.

Lo studio rappresenta la maturità conquistata in questi anni, proponiamo il tatuaggio con discrezione, professionalità e toni pacati, non troppo serio ma che rispecchi un po’ l’idea del design e del rigore progettistico: un po’ come me, creativa ma geometrica.

Lo studio si trova in una zona periferica ma giusto a dieci minuti di macchina dal centro, facilmente raggiungibile: la scelta di uno studio non su strada, ma in appartamento, conferisce un aspetto più privato e riservato, in cui può sentirsi a suo agio il ragazzo come la signora più matura. Oramai il tatuaggio è entrato nella quotidianità, è socialmente accettato e alla portata di qualsiasi età, e il sentirsi in una “casa” rende più facile il colloquio e la scelta di un tatuaggio.



@francesca_deangelis

@rossanacalbi