Nero Atto

origini di uno stile estremo

Intervista di Eleonora Helbones

Nero Atto è un artista che conduce e spinge il suo tratto stilistico all’estremo. Partendo da disegni che si sviluppano passo dopo passo, dalla conoscenza degli stili classici arrivando a creare un mondo di creature cupe e inquietanti che prendono forma nel colore nero.

Ciao Alessandro, e benvenuto su Stigmazine!
Tatuatore e illustratore: come ti sei avvicinato a queste due espressioni artistiche?

Ciao, grazie mille! Disegno praticamente da sempre, fin da piccolo; ho frequentato il liceo artistico, che non mi è servito poi a gran che, ho sempre continuato a disegnare per conto mio. Mi sono avvicinato ai tatuaggi iniziando a fare la gavetta in uno studio qui a Forlì, per un paio di anni. Da lì in avanti mi sono distaccato iniziando a fare pratica fino ad arrivare a oggi.

Cosa ha influenzato il tuo stile e il tuo modo di tatuare?
Non saprei. Ho sempre disegnato quello che mi veniva di getto sul momento, partendo da schizzi che poi sviluppo man mano in base a come sento o vedo il disegno. Per quel che riguarda i tatuaggi, è stato un percorso che ancora non ha avuto una fine e mai l’avrà. Sono partito dal cercare di imparare le tecniche più classiche fino a scoprire sempre stili e tecniche diverse che magari una volta mi erano totalmente estranee, avendo modo di vedere i lavori di bravissimi tatuatori in giro per il mondo. Questo mi ha permesso di avvicinare il mio modo di disegnare, e di vedere l’arte, al tatuaggio, cercando di esprimerlo come più lo sento.

I tuoi soggetti sono molto cupi e di forte impatto visivo, credi che i tuoi tatuaggi siano rivolti a una nicchia?
Assolutamente no. Penso che il bello di quello che faccio sia proprio il poter fare un certo lavoro su qualsiasi tipo di persona o su qualcuno che, socialmente parlando, non ci si aspetterebbe mai che avesse un tatuaggio del genere. Questo per dare un impatto visivo ancora più forte. Ovviamente la mia visione e la realtà, almeno dove lavoro io, sono diverse e purtroppo molte persone non vogliono “osare”. Per questo penso che spesso molti vogliano tatuarsi, bene o male, gli stessi soggetti, ciò comporta la difficoltà nel trovare qualcuno disposto a tatuarsi un mio disegno cosi come l’ho fatto io. La direzione è sempre quella dell’estremo, incrociamo le dita e ci proviamo.