Marta Di Meglio: l’arte è una proposta

Intervista di Rossana Calbi

Gallerie d’arte chiuse al pubblico, festival e rassegna annullati, l’arte è costretta a fermarsi? No! Si trovano soluzioni alternative, in fondo se non lo fanno proprio i creativi e chi lavora con loro e per loro, chi lo può fare?
La storica dell’arte napoletana Marta Di Meglio è la direttrice artistica di un festival di arte urbana a Ventotene e di una galleria d’arte a Roma, nel quartiere di Torpignattara, uno dei quartieri capitolini più segnati dall’impronta della street art, anche grazie al lavoro nell’ultimo decennio della galleria Wunderkammern. Marta non si è fermata neanche un momento, non ha aspettato e non aspetta.
Il suo spazio non può più accogliere i laboratori d’arte per bambini e adulti e lei si è mossa grazie al web, i suoi progetti non si sono potuti presentare al pubblico fisicamente e lei sta lavorando a nuove idee perché Up Urban Contemporay Factory rimanga sempre lo spazio di riferimento non solo per gli amanti dell’arte, ma per tutto il quartiere.

Marta di Meglio dimostra che se si vuole fare: si fa.

L’arte e il suo coinvolgimento nel tessuto sociale. Come strutturi i tuoi progetti perché ciò accada?

Partendo dal presupposto che gli eventi che organizzo sono, nella maggior parte dei casi, eventi che vengono fatti in strada e che lasciano sempre un segno tangibile, come un’opera d’arte, un’istallazione, un laboratorio outdoor è necessario che io immagini cose che valorizzino.

Partendo già dalla fase di ideazione di un progetto mi chiedo subito se quello che sto facendo possa portare giovamento a qualcuno e se la mia idea sia un’invasione oppure una proposta che generi valore aggiunto. La prima cosa che cerco di evitare e proporre alle persone qualcosa che loro non piaccia. Quindi, lì dove è possibile, mi immedesimo, faccio domande, sottopongo questionari alle persone che vivono in un determinato luogo per sapere se la mia idea è gradita. Questo coinvolgimento attivo genera molto spesso una rete di aiuto e assistenza che per chi organizza eventi di animazione sociale è fondamentale. Molto spesso mi trovo a operare con un budget limitato quindi per far sì che l’evento abbia una buona riuscita è necessario qualsiasi genere di apporto. Un esempio emblematico è Blue Flow, festival di street art, che da sette anni organizziamo sull’isola di Ventotene. Blue Flow è un festival di arte contemporanea, che ha come primo obiettivo quello dell’integrazione e della promozione di un’offerta culturale e lavorativa nei periodi di bassa affluenza del flusso turistico. Attraverso la promozione della cultura vengono, ormai dal 2015, sviluppate azioni mirate contro l’isolamento sociale ed emotivo. Producendo un contesto di incontro e scambio con attori del panorama artistico nazionale e internazionale. Realizzando con gli abitanti un percorso partecipato che comprenda l’individuazione delle aree da riqualificare tramite interventi di street art, laboratori didattici ed eventi culturali collaterali.


E come secondo te l’arte di oggi può rispondere alle esigenze di ogni livello sociale?

Ritengo che l’arte non sia e non debba essere considerata una risposta, l’arte è una proposta!

La creatività parte dal presupposto che si può gestire un’intuizione e applicarla in vari contesti. Grazie alla creatività l’uomo ha potuto migliorare la sua vita.

Dalla creatività ci vuole un attimo a passare al mondo dell’arte, in qualsiasi forma essa sia, ed è da qui che nasce la mia convinzione che la creatività non migliora solo la vita del creativo stesso ma anche quella delle altre persone e del mondo intero. L’arte contemporanea, in particolar modo, essendo in alcuni ambiti molto personale, aiuta a sviscerare ciò che di più intimo e ancestrale è nascosto nell’uomo. Ed è per questo che io penso fermamente che se mettiamo a disposizione un po’ di colore, una giusta vibrazione e motivazione alle persone queste potranno trarne giovamento. Un caro amico, Emanuele Emblema, sostiene che l’arte sia uno strumento che smaschera in un certo qual modo le paure, aiuta le emozioni a emergere, in primis quelle dell’artista e in questo innesca un processo di trasparenza che coinvolge anche il fruitore.

Ad esempio in questo difficile momento storico, Up, attraverso il suo dipartimento didattico, sta proponendo dei piccoli laboratori creativi rivoli ai bambini, un’iniziativa di “sostegno creativo”, con l’obiettivo di accorciare le distanze e combattere la solitudine e la noia.

@upurbanprospectivefactory

@blueflowventotene

@rossanacalbi