Livio Caiulo

Come nasce un souvenir

Intervista di Alessandra Giannini

Maquette, action figure, art toy, il negozio di Livio è piccolo ma ospita ogni genere di curiosità tridimensionale, un piccolo museo del gadget con mensole strabordanti souvenir che neanche il più appassionato viaggiatore sognerebbe mai di possedere. Eppure Livio non li ha collezionati in viaggio, li ha creati lui stesso. Quando appendiamo al frigo una calamita di Londra o di Amsterdam ora sappiamo che probabilmente è stata progettata da Livio nel suo piccolo negozio milanese.

Come sei giunto alla bottega di Porta Venezia?

Arrivo da Trieste, dove sono nato.  Decisi di abbandonare l’università, di studiare pittura privatamente e di trasferirmi a Milano. Dopo aver collaborato con molte aziende d’illustrazione e grafica nel 1995, cambiai settore passando al tridimensionale e proponendo le sculture master per la produzione in serie. Nel 2004 presi in affitto il laboratorio di via Rosolino Pilo a Porta Venezia. Un negozio piccolo perché sono specializzato in statuine e miniature.

Come e quando inizia la produzione di prototipi per calamite e souvenir?

Dal 1995 a seguire lavorai per aziende di svariati settori: dai souvenir turistici magnetici alle bolle con la neve, agli articoli religiosi, agli accessori moda fino alle statuine dei fumetti e alle sculture per il cioccolato.

Quale tecnica utilizzi per la realizzazione di un modello tridimensionale?

La tecnica consiste nella realizzazione della prima scultura in creta, stucco o plastilina realizzata nel dettaglio e con la supervisione del cliente, quindi nella costruzione dello stampo in gomma siliconica e delle repliche generalmente in resina che poi dipingiamo.

Perché una stampante 3D non ti batterà mai?

La stampante 3D è ottima ma è una fotocopia e non si percepisce la mano dell’artista né lo stile e la qualità del made in Italy.

Svelaci un trucco del mestiere.

Il mestiere a volte è difficilissimo perché bisogna creare la scultura tenendo conto delle esigenze del cliente sia nello stile sia nella forma, inoltre molte volte la scultura deve funzionare in quanto parte di un progetto quindi bisogna tener conto delle riduzioni, dei cali e dei mutamenti del prototipo a seconda della tecnica scelta e di come reagiranno i materiali ad opera ultimata.

Qualche collaborazione che ti ha particolarmente ispirato.

Mi piace sempre collaborare con Walt Disney Italia per la realizzazione di personaggi classici e con Accademia Disney per lo studio delle novità.

resinfigurines.info