Silvia Placenta e l’hand poke



Intervista di Rossana Calbi


L’hand poke è la più antica tecnica di tatuaggio: tanti puntini costituiscono il disegno. Oggi il tatuaggio torna a essere un’esperienza e non più solo una decorazione sul corpo, negli ultimi anni questo approccio sta diventando un’esigenza per chi va oltre la ricerca estetica.

Silvia Placenta ha sempre tatuato così: ha iniziato cinque anni fa a Milano, tutti i suoi lavori sono realizzati con pazienza e bacchetto. Nel 2017 apre il suo studio Manomorta Tattoo a Bergamo. In questi giorni i suoi disegni in bianco e nero sono fermi sulla carta, e la sua poetica delicata e precisa è bloccata dalle prescrizioni ministeriali e soprattutto dalla paura che ci ha contagiato.

Qualsiasi sia il motivo che spinga a farsi un tatuaggio: volontà di un ricordo o pura esigenza rappresentativa, la scelta di realizzazione di Silvia Placenta è lenta e permette una consapevolezza necessaria, soprattutto oggi.

Hand Poke Tattoo in cosa consiste e da quanto lo pratichi?
La tecnica hand poke la si può definire in poche parole: pungolare la pelle con movimenti veloci. Parole semplici per definire qualcosa che è ancora più intuitivo e primitivo. A me piace chiamarla la mamma del tatuaggio in quanto tutto quello che è adesso questo mestiere lo dobbiamo al bacchetto.  È inutile dire che per apprezzarla al massimo bisogna capirne la sua antichità e sfruttarla per vivere in pieno ogni punto. Crea un forte legame tra il cliente e il tatuatore. Durante ogni tatuaggio, posso sentire questa energia come un’entità e penso davvero che alcune persone abbiano bisogno di esprimere loro stessi attraverso questa energia. Ho iniziato a interessarmi a questa tecnica durante i miei studi più di cinque anni fa. Da quel momento, senza neanche rendermene conto mi sono ritrovata a non poterne più farne a meno come un’ossessione e ho iniziato a lavorare in alcuni studi di Milano fino ad aprire il mio negozio Manomorta Tattoo insieme ad Alessandro a Bergamo.



Cosa stai disegnando in questi giorni di fermo per il lavoro?
Sono giorni davvero duri per tutti ma la nostra mente non si può fermare mai. Sono sempre stata attratta dalle emozioni che arrivano dalle viscere più basse e di come si manifestano attraverso un semplice sguardo. Sto realizzando due tavole a china che rappresentano in maniera diversa le emozioni e le paure primordiali. Oltre a dipingere mi piace lavorare con la ceramica che mi permette di dare la matericità che i quadri non possono dare.

@silviaplacenta

@rossanacalbi