Janet Fischietto, Circus Burlesquer par excellence

Intervista di Rossana Calbi

L’arte la devi saper cogliere, anche se non la trovi incastonata in una bella cornice, anche se non ti è servita su un palcoscenico, l’arte ha un profumo, un sentore, che ti deve allarmare anche quando non è manifesta.
Nei due occhi vispi che avevo dietro un viaggio in automobile verso Napoli, l’arte c’era. L’avevo vista subito quando le ho stretto la mano, dimentica delle prescrizioni anti-contagio, fissavo quegli occhi e cercavo di capire come, o cosa mi stesse arrivando, stavo sentendo il circo!

Janet Fischietto incarna la visione del circo che voglio amare, quella legata al viaggio, a ciò che è diverso, freak, sensuale, fuori dagli schemi, quella poesia che ho cristallizzato e che ho distrutto mille volte per motivi etici e morali, ma che continua ad avere un suo fascino. Il burlesque ha parte delle sue radici nel linguaggio circense e, Janet Fischietto approfondisce continuamente questa tematica nella sua ricerca estetica. L’artista, che vive e lavora a Milano, interpreta quel mondo usando il suo corpo per questo trasmette subito tutto ciò che rappresenta, anche quando non è in scena.
Dopo quel breve viaggio, le ho fatto un paio di domande sulle sue visioni, sull’approfondimento che porta avanti con la sua mente e con il suo corpo.

Il tuo lavoro come burlesquer si lega al mondo del circo, quali sono le visioni, che vanno oltre gli stereotipi e i cliché, che usi per incorniciare il tuo fare artistico?

Hai detto bene, parlando di visioni, è proprio quello il punto iniziale da cui partono le mie creazioni. Sono visioni, fotogrammi, che nascono dall’inconscio e si materializzano dando vita ai miei personaggi che porto in scena. A volte è un costume, a volte un dettaglio, a volte è la qualità e il ritmo del movimento su cui lavorare.

Il mondo del vecchio circo è sicuramente un pretesto estetico a cui approdo, ma la vera esigenza artistica nasce dall’origine di questo bizzarro mondo parallelo. Parallelo rispetto alla società accettata e condivisa. Nel circo l’unico e vero fine e ciò che conta è lo SHOW! Tutti sotto e attorno al tendone ci si allena e ci si affaccenda perché questo accada e nel migliore dei modi; il più spettacolare. È faticoso sì, bisogna sempre dare il massimo e spingere il proprio limite per ogni volta lasciare allo spettatore un ricordo in più, un’emozione mai provata prima. Se la volontà e il talento in qualcosa sono sottintesi per accedervi, dall’altra parte trovi nel circo l’agognata accettazione per il talento speciale senza etichette. Trovi il tuo spazio nel mondo dove non necessariamente c’è bisogno di sapere investire panni del tutto convenzionali. È un non luogo migrante e spettacolare DOVE TUTTO È POSSIBILE, persino tu con il tuo talento a tuo modo unico, ti senti finalmente di aver trovato una casa, una famiglia. Live your life as the greatest show ever! è il mio motto da ancora prima che Janet Fischietto esistesse, era il sottotitolo della mia tesi di laurea triennale in arti visive. Sembra che tutto fosse davvero scritto nelle stelle. Ecco la meravigliosa magia del divenire.

by Cunene

La tua ricerca parte dal secolo scorso, la moda di quel periodo che trovi indispensabile

anche oggi?

Parlare di moda è sempre difficile, c’è grande confusione in merito. Credo che ci siano correnti estetiche, mescolate a necessità socio-culturali che ci portano a indossare quello che oggi abbiamo addosso.

Stilisticamente sappiamo che tutto si ripete a ondate, un po’ per scarsa fantasia, un po’ perché effettivamente certi tagli, combinazioni di colori, texture, e forme in passato sono diventati iconici e must-have; hanno quindi venduto e portato a un guadagno, come se fossero dei pilastri e delle certezze commerciali.

Poi ci sono gli artisti, persone che fanno della moda un pretesto, ma che in realtà creano veri e propri pezzi che solo a guardarli ti raccontano, affascinano e sono veri testimoni di qualcosa di davvero più alto. Mi riferisco a una Elsa Schiaparelli all’epoca e un Alexander McQueen più recentemente.

Qualche anno fa fui inserita in un bellissimo libro edito da Il Sole 24 ore Circus Style. Uno spettacolo di Moda. Riguardava l’influenza dell’immaginario circense nella moda, e io, in qualità di Circus Burlesquer par excellence ho raccontato quanto il mio immaginario fosse più una chiara rievocazione storica del genere, che un fattore di moda.

@janetfischietto

@rossanacalbi