Maldenti : uno stile aggressivo e controverso.

Intervista di Helbones

Maldenti è un tatuatore che vive e lavora a Berlino, città in cui ha appreso che l’originalità e la ricerca di uno stile personale sono un valore aggiunto per identificarsi nella sua attività. L’uso de colore nero e le atmosfere cupe e horror sono le componenti principali che troverete nel suo lavoro e le caratteristiche espressive del suo studio: Das Kabinett.

Ciao Matteo e benvenuto su Stigmazine! Come e quando ti sei avvicinato alla cultura del tatuaggio?


Ciao Stigmazine, grazie per l’invito a parlare con voi!Dev’essere successo più o meno a dodici, tredici anni, quando mi avvicinavo alle sottoculture punk e metal. Ovviamente fu la qualità della musica e del messaggio ad attirarmi, ma l’estetica aggressiva e controversa, di cui il tatuaggio era parte preponderante, era lì ad aspettarmi. Oggi sto cercando di ritornare a quel nucleo di stili e tratti che scoprivo sulle copertine dei dischi o sulle magliette, proponendo quel mood nel tatuaggio, in rapporto con le forme e i movimenti della pelle.

La tua scelta stilistica come si è sviluppata negli anni e a quali fonti d’ispirazione hai attinto?


Assieme all’estetica metal e punk, fu l’esperienza del gioco di ruolo ad avvicinarmi alle arti grafiche. Il gioco di ruolo è un’esperienza creativa molto stimolante, e ben presto mi trovai a riprodurre le illustrazioni che trovavo nei manuali, che spaziavano dal fantasy più classico al cyberpunk, la fantascienza e varie sfumature di horror.
Inoltre anche la letteratura e il cinema horror e di fantascienza hanno contribuito, e lo fanno ancora oggi, ad arricchire l’immaginario a cui attingo.

Il nero è un colore dominante, quasi assoluto nei tuoi lavori, cosa rappresenta per te?


Il nero è il colore più diretto, più semplice e immediato. Lascia all’osservatore la possibilità di immaginare i colori e le sfumature se ne sentisse il bisogno. Personalmente, non sento quel bisogno, e credo anche di avere pessimi gusti in fatto di colore.

Tu vivi a Berlino da dieci anni, cosa ti ha dato questa città nel tuo lavoro? Hai notato delle differenze di approccio nel tatuaggio tra l’Italia e la Germania?


Berlino è una città molto affollata, multiculturale e inclusiva, il pubblico è aperto a proposte stravaganti e originali, ma la concorrenza è strenua e i bravi tatuatori sono tanti. Qui ho imparato che l’originalità e uno stile personale sono importanti se si vuole andare avanti, mentre fino a pochi anni fa in Italia, potevano anche essere solo un vezzo. Vedo con piacere però che la scena italiana si sta diversificando in fretta, affiorano stili più contemporanei, nascono talenti ovunque, prevedo un futuro molto nero per il tatuaggio italiano.

@maldenti_

@das.kabinett