Pandora

Intervista di Alessandra Giannini

Pandora, fanciulla forgiata da Efesto era dotata di doni divini quali bellezza, virtù, abilità, grazia, astuzia, ingegno, insieme a un forziere pieno di grandi mali ma anche di speranza. Sicuramente una figura affascinante e ricca di sfaccettature come la tatuatrice che intervistiamo oggi per Stigmazine.

Pandora nel tempo ha sperimentato diversi stili e tecniche, la seguo da tempo su Instagram e ho assistito in prima persona alle sue evoluzioni, ai suoi esperimenti, perché il percorso di una tatuatrice non segue quasi mai una linea retta ma spesso prende diramazioni diverse, sperimenta e ritorna sui suoi passi. Sono i suoi ultimi lavori a catturare la mia attenzione, rielaborazioni di due opere d’arte iconiche e indiscusse: La nascita di Venere di Botticelli e Notte stellata di Van Gogh. Riuscire a prendere un’opera tanto importante e farne un tatuaggio ben riuscito è un successo sublime. In entrambe le opere, il risultato è impeccabile, le linee semplificate per renderle adatte alla tecnica del tatuaggio, il contrasto tra linee spesse e costruite quasi tribali e poche linee fini interne funziona benissimo. Il colpo di genio è la Firenze sotto il cielo stellato, io sono stata in toscana e devo dire che il cielo della Notte stellata di Saint-Rémy-de-Provence ha lo stesso turbinio scintillante e stellato che vediamo nelle campagne fiorentine.

Quando inizia il tuo percorso di tatuatrice e come si sviluppa?

Sei anni fa. Solo da tre anni mi sono lanciata a pieno in questo mondo: è stata una sorta di rivincita e sfida personale. Dopo anni persi a inseguire un sogno che non era mio e dopo varie peripezie che mi hanno portato lontano dalle mie passioni, ho conosciuto un ragazzo che tatuava già da un po’ e una sera per gioco mi sono auto tatuata! Lì che ho avuto il mio imprinting con la macchinetta a bobine e giuro di essermi detta: ci vorrà tutta una vita ma diventerò una tatuatrice!
Ho iniziato guardando le riviste di «Idea Tattoo», volevo capire, non disegnando da anni, come realizzare un disegno tatuabile. Il mio obiettivo inizialmente era riuscire a realizzare un lavoro pulito prima di capire quale fosse il mio percorso da artigiana tatuatrice.

I soggetti che ami di più tatuare e perché?

Ho iniziato a lavorare solo con il nero cercando di personalizzare ogni richiesta del cliente. All’inizio non c’erano dei soggetti che mi spiravano particolarmente. Provavo a raccontare illustrazioni dark o qualcosa di simile, e piano piano il mio stile ha iniziato a prendere forma. I miei disegni parlavano di me del periodo che vivevo e le persone piano piano hanno iniziato a immedesimarsi in tutto ciò. Dal disegno meditativo nascevano i miei primi free hand mandala sul cliente ed è così che ho portato la novità del nuovo tribale nel mio paese. Appassionandomi al dotwork inoltre, ho potuto nel tempo specializzarmi a questa tipologia particolare di sfumatura.

Ti sei misurata tatuando la venere di Botticelli o La notte stellata di Van Gogh, qual è l’approccio giusto per tatuare un’opera d’arte?

La Venere di Botticelli è stata un azzardo, lo so, come la Notte stellata di Van Gogh sullo skyline di Firenze, ma quando penso al cielo stellato di notte, non posso far altro che pensare a quell’opera. Con rispetto dell’onestà e della sincerità dell’artista provo a minimizzare la figura come ho sempre fatto per renderla mia e del mio cliente, naturalmente.

Raccontaci qualcosa di te tipo che gusto di gelato ti piace, che studi hai fatto, del tuo cane o gatto.

Per quanto riguarda il gelato, preferisco di gran lunga fare una crostata alla marmellata. Cos’altro dirti di me? Sono felice perché dopo tanti sacrifici sono finalmente sicura di ciò che sto facendo. Il sostegno di tanti artisti, della famiglia, e dei miei meravigliosi e speciali clienti mi ricorda che bisogna riconoscere ciò che si è creato e andarne fieri senza contaminarsi d’insicurezze inutili.

Infine qualcosa di tecnico: bobina o rotativa? Bn o colore? Fine line o bold?

Ho una macchinetta Michy Sharpz ibrida da tre anni e una rotativa. Quest’ultima è quasi sempre ferma però.
Non so darti una risposta su quali siano le mie preferenze perché sono convinta che ho ancora molto da imparare, e che primo poi proverò a inserire un po’ di colore nei miei lavori. Per ora posso dirti che adoro gli aghi sottili contrapposti alligni grosse e decise.  

@pandorasink14  
@alelove