Una piccola galleria d’arte a Ceriana



intervista di Alessandra Giannini

Una galleria d’arte in un piccolo paese dell’entroterra ligure dove ancora potenti riecheggiano le tradizioni come le processioni delle confraternite religiose, dove ancora si va a “ramare” l’olivo per produrre il proprio olio, dove si coltiva la terra raccogliendo pomodori e verdure e si va a caccia di cinghiale, sicuramente è una sfida. Tuttavia sono molti gli artisti soprattutto stranieri insediati nell’entroterra del ponente. Attratti dalla bellezza architettonica della pigna ligure, dal mite clima e dalla natura selvaggia gli artisti hanno formato una comunità fiorente e collaborativa e organizzano eventi artistici nel paese. La piccola galleria d’arte sorge nella via principale, la via dei bar e dei negozi alimentari, all’inizio della via che introduce ai caruggi pedonali della città. Nasce come una sfida, una scommessa di Aurelio Bellini che vorrebbe dar voce agli artisti autoctoni, originari del ponente ligure ma nei fragili equilibri delle dinamiche locali presto questo luogo artistico potrebbe essere destinato a svanire.

Come nasce la galleria d’arte di corso Italia?

L’idea di uno spazio artistico collettivo, dedicato agli artisti locali mi è venuta in mente in seguito all’incontro con due creativi durante l’esposizione allo spazio di Ivan Secco in Vallecrosia.

Si tratta di Izzo Raffaele di Bordighera e Pallanca Roberto di Ventimiglia.

Si parlava di creazioni artistiche a 360° senza limiti di accademie o regole varie. Avevo allargato lo spazio ad altri artisti, ma non sono stato abbastanza persuasivo. Izzo si è allontanato e sono rimasto con Pallanca.

Nel frattempo ho trovato una sala in Ceriana e ho pensato di utilizzarla per esporre il materiale che accumulavo in cantina. Così, nel giugno del 2017, con Martini Federica di Ceriana, abbiamo inaugurato la sala con una mostra con il titolo Signs.

L’anno seguente abbiamo riaperto per maggio, ma ci siamo allargati ad altri artisti locali, anche in vista della vicina Ceriana Art 2018. Esponevano: Pierluigi Cassini, Elena Lupi, Lorenzo Petullà, Roger Holtom, Claudio Briano, Ingrid Altz, Lucia Canepa, Marco Dotti, Roberto Pallanca.

Finita l’estate, abbiamo smontato tutto, ma ho cercato di dare continuità allo spazio artistico e ci sono riuscito. Ora siamo sempre aperti, lo spazio è suddiviso in tre settori: ingresso con Federica e Cassini/Lupi, retro con le mie cose e una nicchia per Pallanca. Per me è lo spazio artistico collettivo Avanguardiaponente ma anche lo spazio artistico di Ceriana.

Pensi che sia difficile per una piccola galleria superare il campanilismo e diventare un punto artistico capace di accogliere artisti e collezionisti da tutto il mondo?

Spero che la sala perduri, ma ho paura che un giorno finirà tutto nel dimenticatoio, perché la cosa non interessa a nessuno del luogo. Certamente, se intervenisse un miracolo: un critico famoso, un collezionista o una galleria importante, le cose potrebbero cambiare nel verso giusto.

Ci sarebbe pubblicità per il paese, introiti da frequentatori, interesse da parte del Comune, ma non credo da parte delle confraternite. (Le confraternite religiose hanno un ruolo importante nella gestione della comunità locale, n.d.r.).

Il luogo stesso non si presta a una frequentazione di molte persone; qui a Ceriana vengono artisti stranieri che amano il luogo e stare in compagnia, amatori dei centri storici con verde e mare a disposizione, parenti di cittadini. La comunità si sostiene con le feste delle confraternite e le manifestazioni estive. Il paese non ha bisogno di ulteriore pubblicità o di sostenere quattro pseudo artisti fuori dalla realtà.

Gli artisti stranieri hanno già dato vita a Ceriana Art, che oramai ha una cadenza biennale e vorrebbe diventare qualcosa di interessante per l’arte e il paese, credo che Avanguardiaponente si sposterà in altro luogo, forse, spero.

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