Vota Ceccoli

di Alessandra Giannini

Ed è polemica per Affiche, mostra en plein air organizzata da Tapirulan, polemica per Nicoletta Ceccoli, l’artista ospite per questa nona edizione e soprattutto per i suoi personaggi surreali e talvolta un po’ noir.

Personalmente trovo geniale e generoso rendere disponibile un artista al grande pubblico attraverso una mostra realizzata su pannelli pubblicitari che normalmente ci bombardano con pubblicità talvolta indesiderate e ingombranti. Grazie alla mostra a cielo aperto il nostro campo visivo è allietato dal sublime lavoro di un artista dove prima si ergeva l’enorme sagoma di un hamburger che scatenava in noi una crisi bulimica o la silhouette di una ragazza in reggiseno che ci ricordava la nostra cellulite. Mentre si passeggia per strada, si ammira solo arte e non pubblicità o manifesti elettorali che ci bombardano con fase promesse e falsi sorrisi.

Il pubblico non è tuttavia contento, preferiva l’hamburger e la belloccia in reggiseno, o il faccione del politico di turno, “la mostra turba i bambini” è la risposta. Come mai non ci siamo mai posti lo stesso problema di fronte ad altri messaggi pubblicitari o politici è un mistero, forse ne siamo tristemente assuefatti, mentre Nicoletta Ceccoli scuote i nostri animi e ci risveglia da un torpore.

E poi chissà se facciamo bene a edulcorare la realtà ai bambini? I fratelli Grimm scrivevano di occhi cavati, di piedi sanguinanti e sirene disciolte nella spuma come in un acido. I Am Mad at Disney recita la canzone di Salem Ilese che spopola nel social più amato dai bambini, Tik Tok. Certo la Disney ha cambiato tutti i finali delle favole più famose, ha censurato le scene di sangue, ma forse non era quello un aspetto fondamentale della favola, quello di metterci di fronte incubi e paure? Nicoletta Ceccoli sicuramente arriva dritta a colpire i nostri cuori come una brava artista sa fare, genera quel senso di unheimliche freudiana che ci stordisce e ci affascina. Il taglio della testa del coniglio è simbolico, non tautologico, non significa letteralmente “bambine, tagliamo la testa ai conigli”. Quando leggiamo Biancaneve non condanniamo il cacciatore che uccideva il cervo per prenderne il cuore e darlo alla regina, né in Cappuccetto rosso facciamo un processo al cacciatore che uccide il lupo. Eppure siamo animalisti e contrari alla caccia, ma ci rendiamo conto che questo è il piano del simbolico, come Edipo che uccide il padre, è il mito, è la favola che spesso ha risvolti oscuri.

La mostra di Nicoletta Ceccoli è ora visibile a Cremona, facendo un bel giro in bicicletta o monopattino, e quando arte e urbanistica si fondono, è uno dei momenti più sublimi per una città.

Se volete saperne di più…

nicolettaceccoli.com