Violeta Pilar Bea

Intervista di Alessandra Giannini

Foto di Laura Penna

Sono sempre colpita dalle personalità poliedriche e sicuramente Violeta trasmette forza, energia e dinamicità. Violeta mette in relazione di equilibrio le sue esperienze come viaggiatrice e curatrice con la solida esperienza nel campo del tatuaggio e con la pratica dello yoga restituendoci di sé un’immagine variopinta e sfaccettata che ritroviamo anche nel suo linguaggio artistico.

Di lei Laura Penna ha amabilmente ritratto alcuni aspetti della sua variopinta personalità che vi riassumiamo negli scatti di questa intervista.

Artista, o scrittrice, yogi, scegli tu come raccontarci chi sei.

Ciao Alessandra, innanzitutto grazie per avermi contattata. Sono tutti aspetti della mia personalità, perché credo che l’armonia, sia quello che possa generare l’equilibrio delle

cose che ci circondano, ognuno di questi aspetti rivela la mia maniera di esprimermi e chi sono. Lo yoga ha sicuramente cambiato la mia vita, ha ampliato il mio lato spirituale e mi ha spinto alla ricerca creativa di determinati soggetti da esprimere sia nell’arte della vita, che nel tatuaggio e nella pittura. Ho avuto il piacere di lavorare come curatrice per alcune gallerie d’ arte italiane e quella è stata un ulteriore esperienza divulgativa rispetto al mondo del tatuaggio. Alla scrittura ho dedicato una parentesi breve ma sicuramente formativa, mi piaceva molto

Intervistare i miei colleghi e divulgare il loro lavoro. Mentre al tatuaggio sto dedicando tutta la mia vita. Mi piacciono le cose solide e durevoli nella vita, e per questo tutti questi elementi, arte, pittura, tatuaggio, scrittura, e praticare yoga sono tutti elementi che comunicano e alimentano la mia vita stessa. Ogni aspetto è determinante.

La dimensione dei viaggio è un aspetto che ti appartiene, in particolare ha stretto rapporti lavorativi in Giappone.

Ho un animo libero, viaggiare mi trasporta in luoghi diversi dove sperimentare una nuova me, e dove rimuovere il confine che a volte possiamo crearci. In questi ultimi dieci anni ho deciso di viaggiare quasi sempre in Asia, per il livello culturale, naturale e spirituale sono i luoghi dove mi sento appartenere di più. Dopo tanti anni di viaggi in Giappone ho avuto il piacere di conoscere amici e colleghi, presso uno dei quali ho iniziato una collaborazione a Tokyo, al quale sono molto grata. Mi piace immergermi in culture differenti, solo così posso realmente evolvermi e diventare sempre una persona nuova. Ogni luogo in Asia mi ha fatto imparare qualcosa di differente, amo la semplicità del sud est asiatico, semplicità che intendo nel godere degli aspetti semplici della vita.

Roma città eterna come influenza la tua arte?

Nel sorridere anche quando apparentemente si ha poco, ma che poi il poco non è, e a fronte di tutti questi anni di viaggio, credo che una decrescita costruttiva potrebbe fare la differenza.

Roma è una città meravigliosa, protettrice di arte antica. Bisogna essere molto curiosi a Roma, e non farsi abbattere dai problemi logistici di cui tutti siamo a conoscenza. Per me è una risorsa senza fine, ho bisogno costante di andare alla ricerca di arte e di perdermi in mezzo ai colori. Proprio la scorsa settimana sono andata con il mio compagno, che si occupa di arte anche lui, a palazzo Barberini alla ricerca di nuovi stimoli, tra un Caravaggio e un soffitto realizzato da Pietro da Cortona sono tornata ancora più carica di prima. Dopo queste visioni la mia mente viene stimolata e mi perdo in mille immagini, dove cerco di perdermi per poi ritrovarmi.