Marco Calvi : la forza espressiva in un tratto gentile

Intervista di Eleonora Helbones

Mi sono imbattuta da poco nel lavoro di Marco Calvi, giovane illustratore milanese ed è stata una scoperta che mi ha da subito catturata per il suo tratto fresco ed essenziale ma anche per l’uso del colore mai eccessivo e quasi etereo.

Nelle sue opere riesce a coniugare forza e delicatezza, l’espressività dei suoi personaggi è fiera, spesso nostalgica e malinconica, la sua è un’arte illustrativa che tocca le corde del cuore attraverso un segno favolistico e garbato.

Ciao Marco e benvenuto su Stigmazine! Vuoi raccontarci quando ha avuto inizio il tuo percorso artistico e cosa ti ha ispirato? Vi ringrazio. In realtà, ho iniziato pastrocchiando sui fogli come tutti i bambini. Ero il più piccolo in famiglia e vedevo i miei cugini, iscritti al liceo artistico, fare questi disegni meravigliosi. Li osservavo per ore e passavo il resto del tempo a cercare di imitarli. Quando venne il momento anche io volli iscrivermi al liceo artistico e lì: il grande amore fu l’Art Nouveau. È da quella che è cominciato tutto. Adesso faccio cose molto diverse, ma quell’amore non è mai passato.

Le atmosfere dei tuoi lavori sono inclini alle suggestioni del sognatore, sentimentale e a tratti nostalgiche, quasi legate alle illustrazioni del passato. Cosa ti ha portato a questa scelta stilistica? Penso varie cose, in realtà. Innanzi tutto sono innamorato della storia, i miei libri preferiti sono biografie e saggi storici. Quello che amo di questo tipo di letture è la sensazione di intimità che ti permettono di avere con personaggi nati e vissuti secoli fa, diventano familiari. È questa intimità che cerco di ricreare. Il tutto viene poi, inevitabilmente, a mescolarsi con il mio immaginario personale: figure, creature, luci e colori. Ciò che ne nasce potete vederlo con i vostri occhi.

L’artista mette a disposizione il proprio lavoro anche per suscitare emozioni a chi osserva. Marco cosa vuoi e pensi di trasmettere attraverso ciò che crei? A essere onesto non cerco di suscitare emozioni specifiche. Ciò che mi limito a fare è trasporre sulla carta quello che immagino nel modo più fedele possibile e proporlo all’osservatore. Le reazioni sono sempre diverse a seconda della sensibilità di ognuno. C’è chi mi dice che creo immagini fiabesche, altri dicono che quello che disegno è inquietante, altri ancora che avvertono un tono onirico e surreale. Questo mi piace molto. Sono sempre curioso di sapere cosa vedono gli altri nei miei lavori. Dopotutto fa parte del gioco.

@marco.calvi.art

@helbones