Saraswati e la Gothic culture dalla carta alla pelle

Intervista di Eleonora Helbones

L’arte ha sempre fatto parte della vita di Sara.
Quando sin da piccoli ci nutriamo di immagini, in adolescenza si sviluppa già il senso di che corrente si vuole seguire.
Illustratori come Luis Royo e Victoria Francés hanno influenzato il lavoro di quest’artista, a cui si aggiunge il gusto e l’attenzione ai generi musicali goth/dark wave. I suoi lavori sono accompagnati da questo mood e i suoi soggetti hanno uno stile malinconico e creepy.

Ciao Sara e benvenuta su Stigmazine!
Raccontaci di te: quando ha avuto inizio il tuo percorso artistico e cosa ti appassiona?


Sono cresciuta in una famiglia di artisti circondata da musica e pennelli, e anche se inizialmente ho preso strade formative e professionali completamente diverse ho sempre disegnato per me stessa. Amo da sempre i fumetti, i manga e gli anime, e sono innamorata di illustratori gothic e fantasy come Luis Royo e Victoria Francés, ma anche delle illustrazioni romantiche di alcuni libri di fiabe. Ho una dipendenza per tutto ciò che è “immagine”, al punto di aver collezionato quaderni su quaderni di ritagli e fotografie.
Ho iniziato a tatuare da relativamente poco. Dopo anni passati a impegnarmi in professioni più classiche, e molto meno appassionanti, ho deciso di mettermi alla prova e di provare a trasferire quello che è il mio mondo nei lavori su pelle.
La cosa che più amo è creare qualcosa che sia mio ma anche del cliente, quel progettare insieme partendo dalla mia proposta per poi plasmare qualcosa di unico e super personalizzato. Ovviamente, essendo il mio uno stile molto specifico, questo creare insieme è particolarmente facile perché i miei clienti sono tutti sulla mia lunghezza d’onda. 

Chi e cosa ha influenzato la tua scelta stilistica?


La mia scelta stilistica deriva direttamente da quello che sono e dal mio modo di vivere e di vedere il mondo. Sono un’inguaribile darkettona, cresciuta a suon di Sisters of Mercy, Bauhaus, Cure e altre band di gothic rock e dark wave. A 15 anni ho buttato via ogni abito colorato e ho incominciato a vivere la mia personalità in totale libertà.
Le mie prime influenze sono sicuramente stati il vecchissimo telefilm: La famiglia Addams, i film di Tim Burton e fumetti come The Crow di James O’Barr. Arte cupa, malinconica e horror, mescolata però al mio amore per le cose kawaii, tenere e buffe. Ecco perché quasi tutti i miei pezzi sono creepy ma anche cute. 

Nell’uso costante dell’inchiostro nero e nello specifico in questo colore, pensi sia un valore aggiunto nei tuoi lavori?


I miei lavori sono blackwork al 99%. Ho utilizzato un paio di volte dei colori molto forti come il rosso sangue e il rosa bubble gum per creare dettagli d’impatto, ma in linea di massima, nonostante i miei pezzi siano molto grafici e “fumettosi”, preferisco l’impatto total black. 
Il nero permette di dare quell’aggressività in più, quella solidità che sui lavori più piccoli fa la differenza. E al tempo stesso, se usato ad arte, può creare ombre e profondità che, sfruttando la trama e il colorito della pelle, creano un effetto di fusione perfetta con il corpo. 

https://www.instagram.com/saraswati_formenti/