Il filo di Marta


intervista di Alessandra Giannini

Come Teseo che nel Labirinto seguiva il filo di Arianna così io nella moltitudine di immagini offerte dai social media spesso mi aggrappo a qualche filo colorato per andare alla ricerca di artiste che attraggono la mia attenzione. Ed è stato letteralmente un filo di cotone colorato a portarmi a scoprire Marta Padovani, artista poliedrica, illustratrice, poetessa, attrice, registra e conduttrice di laboratori teatrali, è inoltre una mamma attiva ed entusiasta e studia laboratori per i più piccoli. Ad attrarmi, nel suo universo colorato, piccole opere ricamate, eroine fantastiche come Mary Poppins e La signora in giallo o reali come Louise Brooks o Frida Kahlo appaiono dall’intreccio dei ricami di Marta, le cui mani, grazie a “un piccolo telaio circolare, una forbicina a forma di uccello”, come racconta lei stessa hanno cominciato a intessere un nuovo percorso artistico.

Come Arianna hai seguito un filo colorato, come è stato questo viaggio?

Il viaggio è iniziato quand’ero bambina, mio padre era un bravissimo disegnatore, lui teneva il filo all’altro capo e mi ha mostrato come inoltrarmi nel labirinto da sola, mi faceva paura, ma la curiosità di vedere dove mi portava era più forte… e poi c’erano i fili di mia madre, che cuciva a casa, e i colori delle stoffe che, chiuse in un grande baule, diventavano un tesoro prezioso. Come in tutti i viaggi, quelli veri, ci sono gli imprevisti, i successi e le cadute, ma ciò che più conta per me è il percorso e non l’obiettivo e io sono ancora in viaggio tra le matite colorate e i fili di cotone da ricamo.

Le tue rose non le voglio più

Illustri libri per l’infanzia, fai corsi per bambini, è questo il mondo in cui ti trovi più a tuo agio come illustratrice?

Mi sono appassionata agli albi illustrati prima di tutto in qualità di lettrice e subito sono precipitata in quei luoghi meravigliosi, come la Alice di Lewis Carroll. 

Nel mondo dell’infanzia mi trovo a mio agio, amo molto lavorare su immagini uniche, in cui devo condensare in una sola illustrazione più idee.

Bambina con il panda rosso

Il libro illustrato, per come lo intendo io, richiede un lavoro lungo in cui bisogna mantenere una grande coerenza, è un viaggio d’introspezione, una vera avventura. 

Ho condotto spesso laboratori per bambini e la loro creatività, il loro entusiasmo e sincerità, sono sempre stati fonte d’ispirazione per me.

Quali sono gli strumenti di lavoro irrinunciabili per un illustratore?

Gli strumenti a cui io non rinuncerei mai sono: i miei materiali (matite colorate, acrilici, acquerelli, matite, una gomma semplice, una gomma elettrica, la mia inseparabile gomma pane, fogli, tavoletta grafica, scanner A3, il Mac, Photoshop, Illustrator, cotone mouliné, stoffa da ricamo, aghi, forbicine); i miei punti di riferimento e le fonti d’ispirazione (le fotografie d’epoca, le cartoline di auguri di tanti anni fa, le carte da parati di William Morris, i preraffaelliti, i film dell’orrore); i luoghi che mi fanno stare bene (i musei, i teatri, i parchi, i cinema, nuove città da visitare, il mare e la spiaggia).
Però potrei anche sopravvivere, per un po’, solo con dei fogli bianchi e le matite colorate, magari in riva al mare, in compagnia dei racconti del terrore di Edgar Allan Poe.

@marta.padovani

@alelove