Xandthedeath e l’stetica raffinata delle sue opere .

Intervista di Eleonora Helbones.

Quando ho deciso di intervistare Kiki, in arte Xandthedeath, sono stata mossa dal desiderio di approfondire quello che c’era dietro i suoi splendidi lavori e soprattutto i ritratti femminili, carichi di mistero, infinemente eseguiti sia su carta che su pelle e intrisi di una bellezza senza tempo, velate di mistero e malinconia. Le sue donne ci insegnano di come le sofferenze possano diventare virtù e di come gli animi malinconici non siano necessariamente un punto di debolezza ma, citando lei, si rivestono di un’armatura splendente.


Kiki in arte Xandthedeath benvenuta su Stigmazine! Raccontaci di te e di quando ha avuto inizio il tuo percorso artistico.
Ciao Eleonora e Stigmazine Il mio percorso artistico, escludendo quello prettamente lavorativo, legato al mondo del tatuaggio, ha inizio in giovane età. Da che io ricordi, ho sempre nutrito un interesse quasi viscerale per l’illustrazione e per le ‘figure’, passione che si è radicalizzata durante i miei studi al liceo artistico e, successivamente, durante il mio percorso universitario in Accademia di Belle Arti. La genetica ha in parte contribuito, così come ha contribuito il mio luogo di nascita, il Sud Italia, borgo di Federico ll di Svevia e di pomposità clericale per lo più di stampo baroccheggiante. Durante i miei anni di studio ho potuto conoscere, studiare e approfondire la storia dell’arte, dal classicismo all’informale, dall’accademismo all’antiaccademismo, dalla forma al concetto, assorbendo e poi, piano piano, ponendo le basi e concretizzando quello che è il mio personale percorso come illustratrice e, successivamente, tatuatrice. Nelle mie illustrazioni e conseguentemente, nei miei tatuaggi, vi è una forte componente romantica, legata per lo più all’immaginario preraffaellita, vi sono riferimenti all’iconografia religiosa, al pop-surrealismo e al fantasy. Una grande fonte di ispirazione sono le donne e il mondo animale, la magia e il simbolismo.


I volti delle donne che ritrai hanno richiami onirici e austeri, bellezze senza tempo. A chi ti ispiri nei tuoi lavori e perché la scelta prevalente del colore nero nelle illustrazioni e nei tuoi tatuaggi?
Le donne, per me, sono un’invenzione meravigliosa, sono quasi delle creature magiche. Riescono a trasportare dentro di esse sentimenti così pesanti e profondi. Le donne, dal mio punto di vista, sono potenti, fiere, malinconiche, a volte fragili e, nel mio percorso da illustratrice, hanno sempre avuto un posto predominante, quasi prepotente. Come da cliché che si rispetti, anche io ho la mia musa ispiratrice: la mia bellissima sorella minore Roberta, volto di molti dei miei lavori e, più in generale, le donne che illustro sono, per lo più, donne che possono raccontare un sentimento: la malinconia.
Sono donne la cui austerità è un trionfo e la cui forza è una conseguenza. Sono donne dal cuore spezzato che hanno fatto della loro sofferenza una virtù e della loro malinconia la loro armatura più splendente. Stilisticamente parlando, credo che la scelta del colore nero sia prevalentemente una scelta dettata dal gusto personale, il nero è il mio colore preferito (sì, sono una goth persa, lo so) e, a livello prettamente tecnico, il nero è un colore intenso, feroce, capace di creare dei contrasti immediati e, nell’ ambito del tatuaggio, è un colore che dura nel tempo. Nelle mie illustrazioni digitali, però, mi diverto anche ad usare i colori, passando dal pastello al fluo e creando illustrazioni più di stampo pop.


Passare dalla carta alla pelle per te è stato un passaggio naturale? Pensi ci sia stata un’apertura nel mondo del tatuaggio come proposte e stili?
Il passaggio dalla carta alla pelle non è stato un passaggio naturale, al contrario, è stato un percorso parallelo e, so che suona strano, anche abbastanza frustrante, quanto meno all’inizio. L’approccio al tatuaggio può rivelarsi un’esperienza del tutto traumatizzante, soprattutto da autodidatta, come nel mio caso. Non ho mai avuto un mentore e questo ha rallentato drasticamente i tempi di apprendimento, facendomi domandare molte volte se stessi facendo una cazzata a continuare questo percorso, ma il tatuaggio è un rituale così affascinante che non ho resistito e ora come ora, posso dirmi contenta di quello che sto facendo, sperimentando e apprendendo. Al giorno d’oggi il mondo del tatuaggio è un mondo vasto, stilisticamente eterogeneo, mi azzarderei a dire quasi traboccante. Spero vivamente che col tempo non si perda quella nota affascinante, ritualistica, e underground che ha sempre contraddistinto questo lavoro, ma il mondo moderno è veloce, così come la richiesta e di conseguenza il prodotto. Per quanto riguarda me, lavorare a Berlino e nello specifico al Das Kabinett, mi dà la possibilità di poter traslare liberamente il mio stile illustrativo nel tatuaggio, non ho vincoli, né limiti. Mi ritengo una persona molto fortunata per aver trasformato la mia passione in un lavoro e questo grazie alle persone che mi hanno sempre spinta, supportata e amata. Per quanto riguarda me, lavorare a Berlino e nello specifico al Das Kabinett, mi dà la possibilità di poter traslare liberamente il mio stile illustrativo nel tatuaggio, non ho vincoli, né limiti. Mi ritengo una persona molto fortunata per aver trasformato la mia passione in un lavoro e questo grazie alle persone che mi hanno sempre spinta, supportata ed amata.
Grazie, per sempre.
Grazie mille Eleonora e Stigmazine, è stato un piacere immenso.

https://www.instagram.com/xandthedeath/