IO PER TE MUORO

INTERVISTE

INTERVISTA AD ALICE JUNO AIMARETTI

Intervista di Alessandra Giannini

Fotografie Liam Dotz

 

 

Juno sta per la regina dell’Olimpo o per un filtro di Instagram?

Juno sta per Giunone ed è stata una scelta di mia madre ventinove anni fa, Alice è stato aggiunto per il “santo” battesimo.

 

Tre artiste a cui ti ispiri?

Ci sono molte artiste che ammiro e seguo, in particolare modo Moira Ramone, Arianna Fusini, Iris Lys, Alice Totemica, Angelique Houtkamp, Amanda Toy e Morg Armeni.

 

Io per te muoro, tatuaggi umoristici: la lezione è prenderci meno sul serio?

Io per te muoro è nato con il mio trasferimento a Reggio Emilia, ho letto questa scritta su di un muro e ho fatto il flash, un tributo a questa città. Penso che a prendersi sempre troppo sul serio si finisca nel ridicolo, quindi anche nel tatuaggio può esserci umorismo e leggerezza.

 

Una scamorza appesa. Così ti definisci nei tuoi post su Instagram. Com’è nata la tua passione per i tessuti aerei?
Questo genere di discipline mi hanno sempre incuriosita, molte volte nei disegni riprendo il mondo circense. Da ottobre ho iniziato un corso di tessuti aerei qui a Reggio Emilia, anche se non credo di poter raggiungere livelli eccelsi lo faccio con passione e mi diverte molto. Fino a poco tempo prima tatuavo e basta, non avevo piaceri al di fuori dei tatuaggi e quello che li circonda, ora ho questo ed è bello dedicarsi anche ad altro.

 

Sei molto sportiva: tra aerei snowboard quali altri sport pratichi?

In realtà ho tirato fuori tutta questa sportività negli ultimi anni, anzi in adolescenza potevo benissimo essere la testimonial dell’anti-sport. Vado in palestra, faccio tessuti e con la neve batto le piste con le chiappe, mi diverte molto ma anche nello snowboard non sono una cima. Va bene che il mio “moroso” ha molta pazienza e la prende con filosofia.

 

Come sei diventata tatuatrice?

Amavo i tatuaggi fin da piccola, i miei genitori erano tatuati, così ho iniziato a tatuarmi molto presto. Il passo è stato breve ma complesso, ho comprato un kit per tatuare e ho iniziato a usare amici e parenti come cavie, così è iniziato questo cammino nel mondo dei tatuaggi.

 

Chi sono i tuoi referenti nell’ambito del tatuaggio?

Sicuramente Francesco Garbuggino, amo molto i suoi lavori, li trovo geniali come soggetti e tecnicamente solidi, uno schiaffo! Seguo anche Matthew Houston, Bobeus, Caio Piñeiro, Almagro, Dani Queipo, Jelle Soos e molti altri.

 

Hai partecipato alla nostra mostra collettiva Tarot con la carta del Giudizio. Se la carta parlasse per Jodorowsky direbbe: «Io so. Ho visto il Creatore. E allora lo annuncio, semplicemente. Trasporto il richiamo irresistibile della Coscienza. Sono il risveglio, il miracolo che si compie all’interno del tuo essere». Cosa ti ha fatto scegliere questo Arcano?

Credo sia stata la carta ad avere scelto me e non il contrario. Sono stata felice di aver fatto Il Giudizio, conoscendo meglio la sua bellezza. L’ho reinterpretata in chiave più alchemica, dando una visione di trasmutazione dell’essere umano.

 

Quando hai fatto il tuo primo tatuaggio (su te stessa)?

Mi sono fatta tatuare per la prima volta a tredici anni, un tribale sulla spalla (coperto pochi anni fa). Invece il primo auto-tatuaggio l’ho fatto nella gamba ed è un pinguino reso come una matrioska. Era un soggetto che volevo fin da bambina, da quando accompagnavo mia madre negli studi di tatuaggi, così anni dopo ho realizzato quel sogno.

 

I colori che non mancano mai nei tuoi tappini?

Il rosso sicuramente e il giallo.

 

Rotativa o bobina?

Rotativa, mi trovo molto bene.

 

Se non fossi una tatuatrice saresti?

Bella domanda!!! Realisticamente avrei continuato a lavorare come grafica. Mi piaceva come lavoro, ma lo stare attaccata tutto il giorno a una scrivania con il computer non era proprio da me.

 

Un sogno nel cassetto?

Mmm… Ci ho dovuto pensare un attimo. Sicuramente raggiungere delle soddisfazioni a livello lavorativo, arrivare a fare convention mondiali con artisti che stimo. Poi andare a fare una vacanza in quei posti da cartolina con le palafitte sul mare, quest’anno ci siamo quasi andati vicini, quindi la considero quasi una vittoria.
Grazie mille per questa possibilità di raccontami e far conoscere i miei lavori. Tarot è stato un bellissimo progetto che ho fatto con molto interesse.