Intervista a Maud Wagner

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Intervista a Maud Wagner

 

di Olga orlandi,

 

Illustrazione di Pimienta Negra

 

 

 

LA PRIMA A TATUARSI, LA PRIMA A TATUARE E TUTTO IL RESTO È UN CLICHÉ

 

Nata nell’ultimo ventennio del settecento, prima artista circense poi performer: la prima donna a tatuarsi e tatuare. Maud Wagner passa al secolo come la trasgressione personificata, e invece racconta di quel che ha ancor più sottopelle e si scopre tutto il corredo bon ton. Infondo non c’è contraddizione: old school al cento per cento.

 

OERRE — Che sfiga però: manco una foto a colori!

EMME VUDOPPIA — Ti dirò… io non sono scontenta. Lo chiamo l’effetto Partenone, che tutti dicono — pensa che prima di essere immacolato era fantasticamente dipinto. E così s’immaginano anche di meglio che quello che ero.

 

OERRE — Circense e primato dei tatuaggi: che godere nell’essere un fenomeno da baraccone?

EMME VUDOPPIA — Da quando ci diamo del tu?

 

OERRE — Hai impedito a tua figlia Lotteva di tatuarsi prima che fossi morta! Dai, non servono Freud o la Montessori per presagire che il giorno dopo i funerali si sarebbe devastata d’inchiostro senza soluzione di continuità! E poi che ipocrita!

EMME VUDOPPIA— Il discorso di Freud vale anche al contrario: di cosa ti sorprendi? Le ho dato tempo per pensarci bene e insieme non ho subito l’umiliazione che mi sorpassasse in trasgressione. Mai sentito una madre dire — ho freddo mettiti il golf, ho caldo levati la felpa? Ancora più eclatante — io t’ho fatta, io ti distruggo. Altro che ipocrisia: sono uno stereotipo.

 

OERRE — E i tuoi cosa ti hanno fatto di così terribile per avere uno strazio di figlia così?

EMME VUDOPPIA — Ma loro sono morti all’oscuro di tutto: li visitavo con certi pastrani vittoriani mortificanti… Figurati che mi sono sentita dire da mia madre che esageravo in sobrietà! Di certo non sospetti che la Levi Montalcini stava così accollata perché sotto era vulcanizzata dai marchi a fuoco, che Piero Angela non va mai al mare perché ha sei capezzoli e che Augias ha l’abbozzo di un gemello mai sviluppato che gli si affaccia all’altezza dei reni.

 

OERRE — Che voglia l’hand poked

EMME VUDOPPIA — Ammetto che è doloroso da subire e faticoso da eseguire, ma non ho avuto cuore di dissuadere Gus: sotto quei baffoni aveva la lacrima facile. D’altronde poteva andarmi peggio: Napoleone scriveva alla moglie — sono di ritorno dalla guerra tra qualche settimana, comincia a non lavarti.

 

OERRE – Fammi capire… border line e patriota?!

EMME VUDOPPIA — Certamente: il massimo della trasgressione! D’altronde io son tutta una contraddizione, figurati che svengo se mi taglio con la carta.

 

OERRE — Cosa t’ispira della modernità?

EMME VUDOPPIA – La spesa on line, i cerotti per la cervicale, l’app del contapassi per dimagrire.