TATUAMI

Gabriele Donnini

Palloncini, uncini e shibari

 

Milano Tattoo Convention 2018

 

 

Ed eccoci arrivati alla Tatuami 2018. Gradita sorpresa a San Donato, sede della convention, troviamo il mercato dell’antiquariato, e prima di avventurarci tra gli stand ronzanti, facciamo un giro per bancarelle trovando pezzi stupendi a prezzi abbordabili, ho comprato due cuori sacri, una vetrinetta antica e qualche piccola cornice in ottone per i miei quadri. Il mio compagno invece compra pezzi elettronici e meccanici di cui, data la mia ignoranza, mi è incomprensibile ogni utilizzo ma sono sicura essere pezzi di grande valore.

Entriamo già felici del nostro shopping e subito notiamo che la temperatura è di gran lunga più accettabile di quella dello scorso anno, l’aver di poco anticipato la convention è stata una mossa strategica. Siamo dentro. Ci accoglie il piccolo spazio espositivo con la mostra di P’Ink e le tavole da surf a tema sirena, Mermaids curato da Il Tatuaggio. Purtroppo la mostra è un antipasto veloce e si passa subito alla portata principale. Lo spazio ospita circa centoventi postazioni, tra artisti ed espositori. Gli artisti sono la maggior parte, anche se in pole position di entrata troviamo l’immancabile bancone di El Rana dove comprerei sempre tutto ricoprendomi come una Madonna ingioiellata, ma grazie al precedente acquisto di antichità riesco a trattenermi. Subito cerco Sivia Pannella che mi ha detto sarebbe salita a Milano e la conosco personalmente! Grazie al lavoro sul vostro e nostro magazine, mi capita spesso di stringere amicizie virtuali dove ci si sente, ci si scrive ma non ci si conosce realmente. Dunque quando capita è sempre un’occasione memorabile. Con Silvia parliamo dei prossimi articoli e di chi intervistare a mollo nella vasca da bagno. Poi si gira all’impazzata tra i banchetti. La musica un po’ troppo alta della performance stordisce un po’ ma girando tra i banchi veniamo via via attirati dai lavori degli artisti. All’ingresso sono anche stupita dal fenomeno palloncino-unicorno. Fai una foto con il palloncino ti tagghi e hai uno sconto, mi spiegano che funziona così e funziona alla grande vista la coda di ragazze con palloncini di fronte allo stand. Di fronte il banco fornitissimo di Sunskin, a fine corsia, lo stand di Roots tutto al femminile, che apprezzo oltremodo, essendo io sempre molto di parte rispetto al lavoro che unisce la creatività e la forza femminile: il trio di Lucille Niniviaggi, Lucrezia Urtis e Anna Twiggy chiude in bellezza il primo corridoio. E poi il palco dove si alternano gli appesi, gli intramontabili mutoidi appesi con sospensioni, e poi c’è Kirigami ha una maschera e la sua “vittima”, lei è vestita alla marinara con dei lunghi capelli rossi, è appesa con corde, è lo shibari; insomma la sospensione cucinata in modi diversi. In una nuvola di unicorni e colori si distingue Amanda Toy. Quindi mi soffermo poi anche sull’imponente monolite banco di Puro con tanto di schermo al plasma e a salutare Bombay Foor. Trovo anche il banchetto Uroboro con Cecilia De Laurentiis. C’è la claque Galdo e l’immancabile Stizzo. Cito solo alcuni ma sicuramente tanti bravi artisti che ho intervistato e che vi devo ancora presentare. Un giro sicuramente interessante e ricco di spunti, un punto forte della convention è sicuramente quello di non essere troppo estesa e di riunire molti artisti italiani, tra cui tanti milanesi di indiscussa bravura. Forse un tocco esotico non guasterebbe ma visto che siamo per il made in Italy direi che va bene anche così.