Pax Paloscia _ La mia Alice desidera perdersi

Fotografa, street artist, sempre in movimento tra Roma, Milano e New York, Pax Paloscia è un’artista eclettica. Rossana Calbi ci ha chiacchierato per noi e la sua intervista completa uscirà il prossimo numero

 

Intervista di Rossana Calbi

Colore steso che diventa il negativo di uno scatto fotografico, la vita cercata per le strade ritorna sulle strade ma in una chiave diversa, indurita nel tratto ma con colori pastello: la vita ritorna dove è stata rubata. Pax Paloscia semplicemente ne sottolinea i tratti, ne evidenzia la concordanza anche utilizzando elementi discordanti, se c’è una costante nelle opere dell’artista romana è proprio quell’armonia vitale che conserva sempre, che ruba dai passanti, ma anche dai suoi modelli e che restituisce sui muri.
Divisa tra Roma e New York, tra le gallerie, la sua ultima mostra personale, Alice Down to the Rabbit Hole, nell’aprile del 2017 da Rosso20sette nella Capitale, e nel 2016 è una delle protagoniste di Scope Art Fair a New York, Pax Paloscia ha un dono molto semplice: la capacità di osservare. Sembra semplice osservare, ma non si riesce a vedere, e neanche semplicemente a guardare. Presi dalle nostre nevrosi non riusciamo a uscire dalla nostra testa ed ecco che ci serve qualcuno che ci fermi in questo turbinio costante e perenne. Pax si incanta sempre e si incastra non in dettagli ma sui soggetti, sulla vita e le sue trasformazioni, sul suo divenire; questi sono i temi di un’artista che si muove con diversi supporti: tela, carta, cartapesta, video, che non desidera fermare né chi osserva né se stessa, ma che descrive un frame di quello che ci stiamo perdendo nel nostro incedere.