M_ORGANIC HEART

Intervista a Morg Armeni

di Alessanra Giannini

foto di Michele Virgillo

Morg sembra uscita da uno dei suoi quadri, eroina forte dagli occhi intensi e sognanti, assoluta protagonista di storie d’amore, dolore peccato e redenzione. Tatuatrice e pittrice, Morg ci racconta un universo surreale e visionario in cui una donna mistica è protagonista. Attraverso il suo sguardo la realtà si trasfigura e appare come un paesaggio allegorico ricco di simboli e significati. Lei, raccontandosi con un’introspezione autobiografica, ci mostra le sue fonti di ispirazione: la natura, la donna, l’antico. Nei dipinti, come nei tatuaggi, troviamo numerosi riferimenti alla storia dell’arte, come la passione per le incisioni antiche. I tatuaggi, come i dipinti a olio, sono realizzati con attenzione maniacale ai dettagli, con riferimenti come Bruegel, Bosch e Fouquet. Per Morg l’equilibro è armonia e redenzione, la donna dal cuore (m)organico si trova sospesa tra natura e artificio.
L’abbiamo chiamata per interpretare la nostra copertina mostrandosi come donna e come artista, rendendosi protagonista delle sue opere, raccontandoci in modo sublime attraverso una sé immersa nel suo universo onirico, la sintesi perfetta tra natura e artificio, filo conduttore di tutto il nostro numero.

Morg inizia a tatuare molto presto: nel 2000 e viaggia moltissimo, Roma, Genova, Firenze, Parigi, Amsterdam; nel 2005 apre il suo studio di tatuaggi a Genova, il Morganic Heart Tattoo, partecipa a tattoo conventions e mostre d’arte in Italia e all’estero, collabora a Milano con Oink Farm dove riesco finalmente a fermarla per qualche secondo chiedendole di raccontarsi.

 

Morg Armeni, partiamo dal tuo nome, gli artisti spesso si danno un nome d’arte: il tuo è reale o immaginato ?

Armeni è il mio cognome reale, mentre Morg l’ho cambiato io all’anagrafe anni fa perché mi avevano dato un nome comune da femmina (che non vi posso svelare) ma non mi è mai piaciuto. Già dagli anni ‘90 mi firmavo Morg, poi le persone non mi davano credito e nel ‘98 ho pensato di cambiarlo ufficialmente e ho affrontato tutte le trafile e alla fine il mio nome d’arte è diventato un nome reale.

 

Hai frequentato l’Accademia ligustica di belle arti a Genova, troviamo frequenti riferimenti alla pittura fiamminga, a paesaggi e simboli di Bosh, anche un omaggio al Bronzino, nello specifico all’Allegoria del trionfo di Venere, quanto di accademico c’è nel tuo lavoro di pittrice e tatuatrice?

La base del disegno è quella, in pittura a livello di composizione e anatomia il mio fare deriva da quello che ho studiato, anche se mi è sempre venuta molto naturale la composizione anatomica anche da prima di studiare, mi è sempre venuto istintivo disegnare visi e corpi di donna. Per quanto riguarda il tatuaggio, specialmente nei primi anni, ho cercato di dimenticare le regole accademiche di composizione chiaroscuro perché volevo capire bene l’old school e se avessi usato troppo le regole sarebbe diventato un neo traditional. Adesso ho maggiore libertà espressiva e sto mischiando un po’diversi stili e sto rompendo le regole a seconda di quello che mi interessa.

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