Maria Grazia Tolino

Preferisco l’arte antica piena di eccellenza


Intervista di Rossana Calbi

Le sue cover-up sono una lieve coperta su brutti ricordi e il lavoro raffinato di Maria Grazia Tolino lo comprendi meglio quando ti rivolge il suo sorriso, calmo e accogliente illumina l’incedere elegante della tatuatrice campana che ha deciso di creare un suo spazio d’arte a Milano. In un contesto in continua trasformazione, che solo fino a qualche anno fa era la periferia della città cantata da Jannacci, Maria Grazia ha trasportato il suo mondo. La sua esperienza non si è chiusa in una ricerca solipsistica ma in un momento di pace e analisi di ciò che è stato il suo percorso per guardare avanti dimostrando cosa si ha dopo aver avuto la capacità di ascoltare, guardare e vivere tutto ciò che ci circonda.

Il tuo percorso anticonformista si intreccia con la musica, quali note hanno accompagnato i tuoi primi studi artistici a Eboli?
La musica hard rock e metal mi ha accompagnato durante gli anni del liceo artistico di Eboli. È stato uno dei periodi più belli della mia vita. Disegnare tante ore con in cuffia i Black Sabbath, i Metallica e gli Iron Maiden mi dava la carica giusta.

Sono anni che vivi a Milano, raccontaci gli spazi dedicati all’arte che più ti piacciono nella città che ha accolto la tua arte e il tuo lavoro.
A Milano ci vivo da quattro anni, direi relativamente poco per conoscerla bene. Mi piace in particolare il quartiere operaio di Ortica, a Lambrate, a est della città, dove si trova il mio studio ora.
Credo che sia un posto ancora integro, intaccato dal turismo e dalle frequentazioni di massa.

Il testo completo sulla rivista cartacea STIGMAZINE NUMERO 6