ALOHA BLACK RABBIT

Renata Vignati 

Intervista di Alessandra Giannini

Il suo totem è un coniglio nero, i suoi tatuaggi sono colorati e vivaci, dalle forme aggraziate, donne sognanti con grandi occhi, allegre e divertite. I soggetti di renata sono soprattutto donnine colorate, fiori, animali, in uno stile rigoroso, è stata allieva del bravissimo El Monga a Barcellona ma al di fuori dagli schemi, diventando espressione del mondo immaginario di Renata che in esso trasmette la sua passione e le infinite contaminazioni che ha appreso nei numerosi viaggi dove si ritrova ad ammirare di persona le opere d’arte in musei, gallerie o per strada. Artista a tutto tondo, suona il basso e un giorno avrà una band, un negozio suo ma soprattutto non smette di sognare. Sogna soprattutto un mondo migliore di pace rispetto e amore. Noi amiamo lei, libera bella e solare come i suoi tatuaggi. 

Ti seguo da quando lavoravi all’Aloha a Barcellona, ​​quanto hai viaggiato da allora?

Viaggiare e tatuare sono sempre andati a braccetto per me. Sono nata in Argentina e ho iniziato a tatuare da sola. Sapevo che non poteva essere così e che dovevo fare un apprendistato, ma la maggior parte dei tatuatori che ammiro avevano sede in Europa; quindi ho pensato che se volevo imparare da loro, dovevo andare da loro.

Ho lavorato molto duramente, sin dall’inizio; mi sono trasferita in Cile quando avevo ventuno anni e dopo un paio d’anni ho avuto l’opportunità di andare in Europa. Ho vissuto e lavorato in Germania per un po’ e sono stata ospite in ogni posto in cui trovavo persone gentili, anzi fantastiche che mi ospitavano. Nei viaggi ho ammirato tutte le opere d’arte così da poter continuare ad imparare e crescere come tatuatore. Fortunatamente ogni persona con cui ho avuto a che fare mi ha ispirato in un modo o nell’altro. Mi sono trasferita in Spagna con l’intenzione di lavorare con Monga e la grande squadra che aveva creato ad Aloha Tattoos BCN. Dopo quasi un anno lo convinsi a diventare il mio mentore e il mio tatuaggio cambiò drasticamente in meglio. Ho imparato tanto e ho incontrato così tante persone fantastiche! Dopo un dolce ma breve anno di lavoro lì, il negozio stava per chiudere, quindi ho deciso che era ora di tornare sulla strada. Ho trascorso circa due anni viaggiando in Asia sud-orientale, India, Sud America, Stati Uniti e un paio di giri in più in Europa. Quando conto non posso credere di aver visitato quasi trenta paesi e tutto a causa del tatuaggio. Alla fine mi sono stancata e ho deciso di trovare una nuova base per continuare a produrre e sviluppare la mia arte. Ora ho sede a Portland, negli Stati Uniti, e sono molto felice della mia decisione. Ho molte cose e persone da scoprire in questa terra! Ancora viaggio ma non così spesso e per il momento solo brevi viaggi all’interno del paese. Sto ancora imparando.

Un posto in cui vorresti tornare, e uno in cui non tornerai mai…

Sento che tornerò nella maggior parte dei posti in cui sono stata. In ogni posto ho un amico, un posto che amo e che voglio rivedere.

È difficile essere una tatuatrice donna? Lo è in tutto il mondo?

Io non la penso così, ora. Con il passare degli anni sento un mondo più inclusivo e femminista. Quando ho iniziato è stato un po’ più difficile, dato che il Sudamerica poteva essere davvero machista, ma quando ho iniziato a viaggiare ho capito che era molto diverso in altri posti. Ho continuato a essere me stessa, felice come posso e vera, pensando che tutto sarebbe andato bene.

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