NELLE CASE, NELLE PLAZ, AL MERCATO E NEI CLUB. ROMA IN JAZZ #1

Appena arrivata non avevo idea, ma ora posso ben dire che Roma è in jazz. Intanto basta fare una passeggiata dopocena e, sfilando accanto ai locali di un quartiere o di un altro, si intuisce che il più delle serate ospitano musica dal vivo e che spessissimo si tratta di jazz: qualcuno esce a fumare e sfugge dagli ingressi l’eco smorzato di un charleston o una nota lunga di sassofono o l’arzigogolo di un fraseggio; se le luci sulla strada sono a tutto vetro allora li vedi proprio: piccoli ensemble compressi in un angolo tra l’andirivieni dei camerieri e i gomiti alzati. Non sono forse al centro dell’attenzione ma si fanno sentire. 

Mappare l’intera costellazione dei posticini dove si può ascoltare qualcosa sarebbe puro collezionismo e non direi che avere tanti indirizzi in rubrica significa avvantaggiarsi in una buona scelta. Quindi vi risparmio l’imbarazzo e qui scrivo solo di quello che ho provato. Per crederci, provate anche voi.

Come benvenuto ho giocato facile: poteva mai essere equivoco che a La casa del Jazz il cartellone non fosse a tema? E infatti, nonostante una certa confusione tra sito e pagine social, ma risolta facilmente con una telefonata, ho ben potuto segnarmi una serie di date e frequentarle e essere felice e contenta. 

In sintesi: 

PROGRAMMA ON LINE https://www.casajazz.it/ o su FB https://it-it.facebook.com/casadeljazz/. Gli appuntamenti sono molti e in molti orari e si distingue tra serate e rassegne, dal Dixieland all’avanguardia alle commistioni tra generi. Iniziativa notevole, si possono frequentare i JAZZ CAMPUS: le lezioni delle classi di jazz del conservatorio sono aperte e adattate anche per il pubblico non professionista, e di più seguono gratuitamente le prove aperte. Infine reading e proiezioni.  

Anche RISTORANTE ma non l’ho provato… fatevi un’idea alla pagina https://www.casajazz.it/pagine/ristorante

RAGGIUNGIBILE: con i mezzi pubblici e in auto (e si: si posteggia piuttosto facilmente), dalla fermata della metro B Piramide è una breve passeggiata, ma, all’andata, sappiate che è in salita.

Ecco quindi una “casa” dove si suona jazz, a seguire un’altra Casa che crea un capitolo a sé e, ancora a seguire, una Plaz, un Mercato e il Club…

Appena arrivata non avevo idea, ma ora posso ben dire che Roma è in jazz. Intanto basta fare una passeggiata dopocena e, sfilando accanto ai locali di un quartiere o di un altro, si intuisce che il più delle serate ospitano musica dal vivo e che spessissimo si tratta di jazz: qualcuno esce a fumare e sfugge dagli ingressi l’eco smorzato di un charleston o una nota lunga di sassofono o l’arzigogolo di un fraseggio; se le luci sulla strada sono a tutto vetro allora li vedi proprio: piccoli ensemble compressi in un angolo tra l’andirivieni dei camerieri e i gomiti alzati. Non sono forse al centro dell’attenzione ma si fanno sentire.

Mappare l’intera costellazione dei posticini dove si può ascoltare qualcosa sarebbe puro collezionismo e non direi che avere tanti indirizzi in rubrica significa avvantaggiarsi in una buona scelta. Quindi vi risparmio l’imbarazzo e qui scrivo solo di quello che ho provato. Per crederci, provate anche voi.

Come benvenuto ho giocato facile: poteva mai essere equivoco che a La casa del Jazz il cartellone non fosse a tema? E infatti, nonostante una certa confusione tra sito e pagine social, ma risolta facilmente con una telefonata, ho ben potuto segnarmi una serie di date e frequentarle e essere felice e contenta. In sintesi:


PROGRAMMA ON LINE https://www.casajazz.it/ o su FB https://it-it.facebook.com/casadeljazz/. Gli appuntamenti sono molti e in molti orari e si distingue tra serate e rassegne, dal Dixieland all’avanguardia alle commistioni tra generi. Iniziativa notevole, si possono frequentare i JAZZ CAMPUS: le lezioni delle classi di jazz del conservatorio sono aperte e adattate anche per il pubblico non professionista, e di più seguono gratuitamente le prove aperte. Infine reading e proiezioni.

RAGGIUNGIBILE: con i mezzi pubblici e in auto (e si: si posteggia piuttosto facilmente), dalla fermata della metro B Piramide è una breve passeggiata, ma, all’andata, sappiate che è in salita.

Ecco quindi una “casa” dove si suona jazz, a seguire un’altra Casa che crea un capitolo a sé e, ancora a seguire, una Plaz, un Mercato e il Club…